La sentinella dei mari – #1

La sentinella dei mari – #1

| di mare e di diritto
testo alternativo

prova didascalia

La mia passione per i fari è nata oramai tanti anni fa.
Quando ne parlo, i miei interlocutori, tutti, indistintamente, provano immediatamente a darne una spiegazione, talvolta scomodando anche Freud.
Io penso che il faro evochi un’idea di sicurezza. Ed è dal tema della sicurezza della navigazione e dei trasporti che voglio partire per questo viaggio fra mare e diritto, un viaggio tutt’altro che immaginario ma, a volte, chissà, immaginifico.
I fari ed i segnalamenti marittimi ben si inquadrano nel tema della sicurezza della navigazione che, seguendo l’impostazione anglosassone, si suole distinguere in safety of navigation e maritime security.
Essi, insieme al servizio cartografico, sono affidati alla Marina Militare, mentre, in via generale, per quanto riguarda le funzioni attinenti la sicurezza della navigazione e dei trasporti, l’Ordinamento italiano attribuisce un ruolo centrale al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Corpo della Marina Militare funzionalmente dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale svolge, altresì, attività rientranti nelle competenze di altri Ministeri, quali quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Quando si parla di fari, il quadro normativo di riferimento è costituito dal d.lgs. 15 Marzo 2010 n. 66 – Codice dell’Ordinamento militare (C.O.M.) e dal d.p.r. 15 Marzo 2010 n. 90 – Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (T.U.O.M.) che disciplina il funzionamento dei servizi dei fari e del segnalamento marittimo.
Più precisamente, ai sensi dell’art. 114 C.O.M., la segnaletica, fissa e galleggiante, che si trova lungo le coste italiane e nei porti d’interesse nazionale è gestita dal servizio dei fari e del segnalamento marittimo della Marina Militare, il quale, come chiarito nel T.U.O.M., ne sostiene anche le spese. Trattasi di porti cosiddetti di prima categoria, vale a dire porti o specifiche aree portuali destinati unicamente o principalmente alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato.

Share this post: