UNA LUCE NEL BUIO

UNA LUCE NEL BUIO

| Senza categoria, Una luce nel buio

 FARO DI CAPO HATTERAS
NORTH CAROLINA, USA

COME SI PUO’ TRASLOCARE UN FARO

di Annamaria “Lilla” Mariotti

Il Faro di Capo Hatteras con i suoi 60 metri di altezza è il Faro più alto degli U.S.A.   Ha un segno distintivo molto particolare con una piattaforma di mattoni rossi e granito e una decorazione a spirale bianco e nera, con una grande lanterna anch’essa nera.   Io l’ho visitato due volte, la prima nel 1989 e la seconda nel 2014 nella sua nuova collocazione.

Si trova nel Sud Est degli Stati Uniti, a Buxton, nel North Carolina ed è situato sugli  Outer Banks, una barriera sabbiosa  che si snoda dalla Virginia al Sud Carolina, parallela alla costa.   Nel punto in cui il Faro è collocato la costa si estende come un cuneo nell’Oceano le cui correnti insieme ai  banchi di sabbia sono una vera minaccia per la navigazione.  Il tratto di mare antistante il Faro si è guadagno nel tempo l’inquietante nome di “Cimitero dell’Oceano” a causa delle centinaia di relitti che giacciono in fondo al mare.  Vi si trovano bastimenti a vela del 1800, navi mercantili e persino due U-Boat tedeschi affondati durante la  Seconda Guerra Mondiale.  Le due grandi correnti atlantiche, la calda  Corrente del Golfo, proveniente da Sud e la fredda corrente del Labrador, proveniente da Nord, si incontrano proprio in quel punto, causando pericolosi gorghi e movendo in continuazione gli insidiosi banchi di sabbia.   In particolare un pericoloso banco, conosciuto come Diamond Shoals, che si estende a 14 miglia dalla costa è stato il maggior responsabile di tutti i naufragi che si sono verificati.

La storia di questo faro inizia nel 1789 quando il Presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, autorizzò un certo Alexander Hamilton a studiare la possibilità di costruire un faro come aiuto alla navigazione.  La località adatta venne individuata proprio a Capo Hatteras, su una piccola collina, e, dopo vari ritardi, la costruzione della torre originale, affidata a Henry Dearbon, che in seguito divenne Segretario alla Difesa,  fu ultimata nel 1803 e il primo Guardiano del Faro, Adam Gaskin, venne nominato dallo stesso Presidente.    La torre era alta 27 metri e la lanterna circa 3 metri ed era illuminata da 18 lampade alimentate con olio di balena.  Fu subito chiaro però che questa lanterna non era abbastanza potente da essere vista da una distanza necessaria così, nel 1815, le 18 lampade a olio di balena furono sostituite con un sistema di lampade Argan brevettate da Winslow Lewis.  Benché fosse un grosso miglioramento si dimostrò ancora insufficiente per illuminare quel pericoloso tratto di mare, ma fu solo nel 1852 che furono stanziati i fondi necessari per grossi lavori di miglioramento.  La torre fu alzata fino a 45 metri, la lanterna venne dotata di lenti di Fresnel e furono  costruiti gli alloggi per i guardiani del faro.  Il lavoro fu terminato nel 1854.

Durante la Guerra Civile Americana, iniziata nel 1861, tutti i fari degli Outer Banks furono oscurati dai Confederati del Sud per evitare che potessero aiutare l’Unione del Nord nella navigazione costiera.  Tuttavia le truppe dell’Unione conquistarono ugualmente la zona cercando di rimettere in in funzione i fari, mentre le truppe del Sud cercavano di distruggerli, riuscendo in alcuni casi nel loro intento, ma per fortuna il Faro di Capo Hatteras si salvò.   Alla fine della Guerra Civile, nel 1865, il Faro mostrava i segni del tempo e fu anche deciso  che, a causa degli alti costi, una sua ristrutturazione era fuori discussione,  tanto valeva costruire un nuovo faro.   Nel Marzo del 1867 il Congresso degli Stati Uniti stanziò i fondi per la costruzione di una nuova torre che avrebbe dovuto essere innalzata secondo i migliori standard dell’epoca.     Il nuovo Faro fu costruito da Dexter Stetson in una nuova collocazione proprio sulla barriera di sabbia ed il lavoro, iniziato nel 1868,  fu completato nel 1870.    Il Faro era alto 60 metri ed è lo stesso che possiamo ammirare oggi.    All’inizio la torre fu dipinta con i colori di quella precedente,  la parte alta rosso mattone e la parte bassa, fino a sei metri di altezza,  grigia,  ma ben presto fu deciso di modificare queste tinte che non risultavano ben visibili durante il giorno e nel 1873 il faro venne  dipinto con la spirale bianca e nera che lo distingue, da non confondere con la  livrea simile del faro di St. Augustine, in Florida, che invece ha la lanterna rossa, Ma le traversie del Faro di Capo Hatteras non erano finite, l’erosione del mare modifica costantemente quel tratto di costa.   Quando la costruzione fu ultimata nel 1870, il faro distava circa 500 metri dal mare, nel 1920 l’Oceano era arrivato a solo  90 metri dalla base della torre, e continuava ad avvicinarsi e nel 1931 le onde, durante una tempesta, arrivarono a lambirlo.   Per paura che la torre potesse essere abbattuta dalla furia del mare una nuova torre fu innalzata su una piccola collina boscosa a circa 2 chilometri a ovest di quella esistente.  Si trattava di una torre a traliccio alta 45 metri che fu completata nel 1936.   A quei tempi il servizio Fari in America  era appannaggio del U.S. Lighthouse Service che chiese  e ottenne di includere la vecchia torre e tutto il territorio circostante nel Parco Nazionale degli Outer Banks che sarebbe stato una dei più grandi parchi d’America in riva al mare.  Intanto venivano portati avanti lavori per proteggere il vecchio faro dal mare che avanzava e  furono innalzate dune di sabbia  per tutta la lunghezza della spiaggia di Capo Hatteras.   Ma l’Oceano è strano e capriccioso, dal 1920 cominciò a recedere e nel 1937  era di nuovo a quasi 200 metri dalla base della torre.   Nello stesso anno furono eseguito altri lavori di manutenzione e riparazione e fu istituito il Cape Hatteras National Seashore Recreation Area  (come a dire una Parco Nazionale) che non fu però ufficialmente aperto fino al 1953.

Nel 1939 il Lighthouse Service fu assorbito dalla Guardia Costiera Americana segnando l’inizio di una nuova era,  ma non in senso positivo per i Fari.    L’era dei Guardiani del Faro stava finendo, iniziava quella dei fari automatizzati, ma anche quella del declino dei fari, non più custoditi con amore dagli uomini e donne che li abitavano e si prendevano cura di loro.

Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale,  il Faro di Capo Hatteras fu oscurato e divenne un luogo di avvistamento per gli U-Boat Tedeschi,  ma fu anche tanto trascurato che alla fine delle guerra erano in molti  a darsi a vicenda la colpa delle sue condizioni.     Tuttavia alla fine il Park Service e la Guardia Costiera si misero d’accordo per una totale ristrutturazione del manufatto.   Con l’Oceano ormai di nuovo a distanza di sicurezza fu deciso di ripristinare il Faro di Capo Hatteras come aiuto alla navigazione al posto della nuova torre a traliccio.   I lavori furono completati nel 1950 e, tutto rimesso a nuovo e con una nuova ottica rotante, finalmente il faro iniziò il suo lavoro.

Nel tempo il faro di Capo Hatteras è rimasto lì, altero e immobile, con l’Oceano che si avvicinava e si allontanava dalla sua base.   Per evitare che l’erosione lo  minacciasse ancora furono spesi milioni di dollari in opere di contenimento, ma l’Oceano voleva la sua vittima.  Durante di anni ’80 del 1900 nacque l’idea di spostare il faro più lontano dal mare  e a questo proposito furono commissionati studi all’Accademia Nazionale delle Scienze che raccomandò caldamente questa soluzione.    Nel frattempo era nato un Comitato per questo proposito che spingeva affinché il Park Service, che gestiva tutta la zona in cui si trova il faro,  accettasse questa idea, cosa che avvenne nel 1989.

Durante gli anni ’90 fu tutto un discutere se questo rilocazione poteva procurare danni irreversibili al faro, furono fatti studi strutturali, interpellati i maggiori esperti d’America, ma gli oppositori erano tanti ed erano per una soluzione diversa, quella di incrementare i lavori per rallentare o addirittura fermare l’erosione, fu persino proposto di costruire un altro muro intorno al Faro, cosa che lo avrebbe trasformato in un’isola se l’Oceano lo avesse raggiunto.   Con tutto questo discutere erano passati anni e l’Oceano si trovava ora a meno di 40 metri dalla base e ormai bisognava far presto.   Gli esperti di ingegneria dell’Università del North Carolina confermarono che il Faro doveva essere traslocato e che era in perfette condizioni per sopportare questa operazione.   Finalmente nel 1998 arrivarono i fondi e furono iniziati i preparativi per questo complicato trasloco.   Non può esistere una ditta specializzata nel trasloco di un Faro, ma vennero scovati i migliori esperti nel trasloco di case, cosa abituale negli Stati Uniti, coadiuvati da architetti, ingegneri e tutto il personale necessario per assisterli.

Questa impresa che a molti sembrava impossibile si concluse il 14 Settembre 1999, appena prima che l’uragano Dennis spazzasse le coste del North Carolina  e fu conclusa con successo. Prima furono traslocate le case dei guardiani, seguite poi dal Faro, che, trasportato su delle rotaie appositamente costruite, fu ricollocato a circa 885 metri a Sud Ovest  dalla sua originale posizione.   Ora il Faro di Capo Hatteras dista dal mare circa 500 metri, come all’epoca della sua costruzione nel 1870.   La Lanterna è stata riaccesa il 13 Novembre 1999 e la torre riaperta al pubblico, con una grande cerimonia, il 26 Maggio del 2000.

 

Nella zona in cui si trovava prima il faro è stato realizzato un grande cerchio di sabbia circondato da pietre sulle quali sono stati scritti i nomi dai vari faristi che negli anni si sono avvicendati a Capo Hatteras.

 

Share this post: