UNA LUCE NEL BUIO

UNA LUCE NEL BUIO

| Una luce nel buio

IL FARO DI PORTLAND HEAD

PORTLAND, MAINE – U.S.A.

Testo e foto di Annamaria “Lilla” Mariotti e archivio del faro

Lat.   :  43° 37’ Nord – Long. :  70° 13’ Ovest

 

Il faro di Portland Head si trova a Cape Elisabeth  su una testa di terra all’ingresso del principale canale di navigazione nel porto di Portland,  all’interno della Casco Bay nel Golfo del Maine. Completato nel 1791, è uno dei fari più antichi degli USA

Nel 1700 lo stato del Maine faceva ancor parte del Massachusetts  e fu solo nel 1786 che venne fatta la prima richiesta per la costruzione di un faro all’ingresso del porto di Portland, che allora si chiamava Falmouth, nella zona di Cape Elisabeth,  che era uno dei più trafficati d’America.

La costruzione iniziò solo nel 1787 subito dopo che una nave naufragò su quelle rocce infide,  ma il lavoro fu presto interrotto per mancanza di fondi.

Nel 1789, divenne presidente degli Stati Uniti George Washington e su sua istanza il Congresso autorizzò la ripresa della costruzione con uno stanziamento di $1.500.  George Washington in  persona ingaggiò due costruttori locali , Jonathan Bryant and John Nichols, e li incaricò di occuparsi della costruzione.

I  fondi stanziati non erano ancora  sufficienti e i lavori furono eseguiti con una certa economia e con matriale locale per cui e la torre originale era alta solo 17 metri, ma ben presto fu chiaro che la sua luce non sarebbe stata abbastanza visibile, così fu alzata e a  lavori finiti la portata del faro raggiungeva i 22 metri.

Il faro fu completato nel 1790 e acceso per la prima volta il 10 Gennaio 1791  illuminato  da da 16 lampade alimentate con olio di balena.

Il primo Guardiano del Faro di Portland, un veterano della Rivoluzione Americana di cui non si conosce il nome,  fu incaricato dal Presidente in persona.  Quest’uomo  non percepiva uno stipendio, ma aveva il permesso di abitare nella casa adiacente, di pescare e di piantare ortaggi.

Un faro così antico ha una lunga storia da raccontare, già nel 1810 si trovava in cattive condizioni, così furono fatte riparazioni e apportate modifiche.  Nel 1813 furono in installate nella lanterna le lenti di  Winslow Lewis (1770-1850), un discusso capitano marittimo molto attivo nella costruzione di fari in America durante la prima metà del XIX secolo. Questo capitano  applicava ai fari americani un  suo sistema di illuminazione che praticamente si basava su  uno già in uso  nei fari europei, quello delle Lampade di Argan.  La sua pratica nel campo dell’ingegneria non era molta e le torri da lui costruite non duravano a lungo e quasi nessuna sopravvive oggi. Questo è tutto quello che si sa sulla sua carriera.

In questi anni un frequente visitatore del faro era il poeta  Henry Wadsworth Longfellow, nativo di Portland e amico del guardiano, che scrisse la sua poesia “The Lighthouse” seduto su una roccia alla base della costruzione.   Una targa ricorda ancora oggi questo avvenimento.

Sembrava che questo faro non avesse pace, altre lanterne furono installate nel 1850 e nel 1855, la torre fu ricoperta con mattoni e venne installata una scala a chiocciola di ghisa traforata all’interno.

Il naufragio della nave inglese “Bohemia” che trasportava emigranti in Inghilterra, avvenuto nel 1864 e la guerra Civile Americana che rendeva necessario poter vedere il faro del porto di Portland al più presto fece decidere l’anno dopo di alzare la torre di altri 6 metri  e inoltre vennero installate lenti di Fresnel di quarto ordine.   Ma anche questa luce non era sufficiente e nel 1885 la torre fu ancora rialzata e le lenti furono sostituite con lenti di Fresnel di secondo ordine.  La casa del guardiano che si vede attualmente fu costruita nel 1891.

Nel 1869 divenne Guardiano del faro Joshua Strout, già capitano marittimo e  nativo di Cape Elisabeth  che diede inizio ad una dinastia di guardiani del faro che sarebbe durata per 59 anni, fino al 1928.

Durante questo periodo avvenne uno dei più strani naufragi della storia della marineria :  la vigilia di Natale del 1886 il tre alberi “Annie C. Macguire” si schiantò contro le rocce sotto Portland Head.  Joshua, suo figlio e la moglie, con l’aiuto di alcuni volontari,  posarono  una semplice scala  tra la riva e l’imbarcazione, riuscendo così a salvare il capitano, sua moglie, gli ufficiali e tutti i membri dell’equipaggio.  Nessuno seppe mai spiegarsi cosa fosse successo perché, nonostante la stagione invernale, la visibilità era ottima e il mare calmo.   Il giorno di Capodanno del 1887 una tempesta distrusse completamente il veliero, dopo che tutti gli oggetti di valore erano stati salvati.    Anche di questo avvenimento rimane un ricordo ai giorni nostri :  una scritta sulla roccia alla base del faro “In memory of the ship Annie C. Maguire, wrecked here, December  24, 1886.”

La torre subì molte altre modifiche, i 6 metri aggiunti alla torre nel 1865, furono rimossi nel 1882, poi fu di nuovo rialzata di 6 metri entro un anno, comunque oggi la sua altezza si è fermata a 24 metri.   L’elettricità è arrivata al faro nel 1929 e la sua luce fu spenta per tre anni durante la seconda guerra mondiale

Dopo questi ultimi cambiamenti poco è cambiato fino al 1989 quando il faro è stato automatizzato.    Nel 1990 la proprietà è passata in affitto alla città di Cape Elisabeth, alla quale fu donata tre anni dopo grazie al Senatore  George Mitchell.  Oggi la Guardia Costiera gestisce ancora il faro e il segnale da nebbia, ma tutto il resto è gestito dalla città di Cape Elisabeth e iscritto nel registro dei luoghi storici.

Il luogo dove il poeta Longfellow scrisse un giorno la sua poesia è oggi uno dei luoghi più frequentati e fotografati d’America.  Il faro si trova all’interno del Fort Williams Park e arrivando si ha la vista di uno dei più vecchi fari  esistenti nel Nuovo Continente, con la sua torre conica bianca, come la casa del guardiano a due piani, posta di fianco, i tetti sono rossi e la lanterna in ferro è dipinta di nero, una vista indimenticabile.

Si può salire lungo la bellissima scala di ghisa traforata fino alla terrazza, non si può però entrare nella lanterna che è chiusa al pubblico, ma la sue lenti  sono messe in bella vista per la gioia dei visitatori.

 

 

Dal 1992 la casa del guardiano è stata adibita a museo e negozio di souvenirs  i cui proventi sono utilizzati per la conservazione del faro che rimane testimone silenzioso da più di 200 anni di tutto quello che è avvenuto ai suoi piedi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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