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UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |20 Giugno 2020 |0 Comments | Senza categoria, Una luce nel buio

 FARO DI CAPO HATTERAS
NORTH CAROLINA, USA

COME SI PUO’ TRASLOCARE UN FARO

di Annamaria “Lilla” Mariotti

Il Faro di Capo Hatteras con i suoi 60 metri di altezza è il Faro più alto degli U.S.A.   Ha un segno distintivo molto particolare con una piattaforma di mattoni rossi e granito e una decorazione a spirale bianco e nera, con una grande lanterna anch’essa nera.   Io l’ho visitato due volte, la prima nel 1989 e la seconda nel 2014 nella sua nuova collocazione.

Si trova nel Sud Est degli Stati Uniti, a Buxton, nel North Carolina ed è situato sugli  Outer Banks, una barriera sabbiosa  che si snoda dalla Virginia al Sud Carolina, parallela alla costa.   Nel punto in cui il Faro è collocato la costa si estende come un cuneo nell’Oceano le cui correnti insieme ai  banchi di sabbia sono una vera minaccia per la navigazione.  Il tratto di mare antistante il Faro si è guadagno nel tempo l’inquietante nome di “Cimitero dell’Oceano” a causa delle centinaia di relitti che giacciono in fondo al mare.  Vi si trovano bastimenti a vela del 1800, navi mercantili e persino due U-Boat tedeschi affondati durante la  Seconda Guerra Mondiale.  Le due grandi correnti atlantiche, la calda  Corrente del Golfo, proveniente da Sud e la fredda corrente del Labrador, proveniente da Nord, si incontrano proprio in quel punto, causando pericolosi gorghi e movendo in continuazione gli insidiosi banchi di sabbia.   In particolare un pericoloso banco, conosciuto come Diamond Shoals, che si estende a 14 miglia dalla costa è stato il maggior responsabile di tutti i naufragi che si sono verificati.

La storia di questo faro inizia nel 1789 quando il Presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, autorizzò un certo Alexander Hamilton a studiare la possibilità di costruire un faro come aiuto alla navigazione.  La località adatta venne individuata proprio a Capo Hatteras, su una piccola collina, e, dopo vari ritardi, la costruzione della torre originale, affidata a Henry Dearbon, che in seguito divenne Segretario alla Difesa,  fu ultimata nel 1803 e il primo Guardiano del Faro, Adam Gaskin, venne nominato dallo stesso Presidente.    La torre era alta 27 metri e la lanterna circa 3 metri ed era illuminata da 18 lampade alimentate con olio di balena.  Fu subito chiaro però che questa lanterna non era abbastanza potente da essere vista da una distanza necessaria così, nel 1815, le 18 lampade a olio di balena furono sostituite con un sistema di lampade Argan brevettate da Winslow Lewis.  Benché fosse un grosso miglioramento si dimostrò ancora insufficiente per illuminare quel pericoloso tratto di mare, ma fu solo nel 1852 che furono stanziati i fondi necessari per grossi lavori di miglioramento.  La torre fu alzata fino a 45 metri, la lanterna venne dotata di lenti di Fresnel e furono  costruiti gli alloggi per i guardiani del faro.  Il lavoro fu terminato nel 1854.

Durante la Guerra Civile Americana, iniziata nel 1861, tutti i fari degli Outer Banks furono oscurati dai Confederati del Sud per evitare che potessero aiutare l’Unione del Nord nella navigazione costiera.  Tuttavia le truppe dell’Unione conquistarono ugualmente la zona cercando di rimettere in in funzione i fari, mentre le truppe del Sud cercavano di distruggerli, riuscendo in alcuni casi nel loro intento, ma per fortuna il Faro di Capo Hatteras si salvò.   Alla fine della Guerra Civile, nel 1865, il Faro mostrava i segni del tempo e fu anche deciso  che, a causa degli alti costi, una sua ristrutturazione era fuori discussione,  tanto valeva costruire un nuovo faro.   Nel Marzo del 1867 il Congresso degli Stati Uniti stanziò i fondi per la costruzione di una nuova torre che avrebbe dovuto essere innalzata secondo i migliori standard dell’epoca.     Il nuovo Faro fu costruito da Dexter Stetson in una nuova collocazione proprio sulla barriera di sabbia ed il lavoro, iniziato nel 1868,  fu completato nel 1870.    Il Faro era alto 60 metri ed è lo stesso che possiamo ammirare oggi.    All’inizio la torre fu dipinta con i colori di quella precedente,  la parte alta rosso mattone e la parte bassa, fino a sei metri di altezza,  grigia,  ma ben presto fu deciso di modificare queste tinte che non risultavano ben visibili durante il giorno e nel 1873 il faro venne  dipinto con la spirale bianca e nera che lo distingue, da non confondere con la  livrea simile del faro di St. Augustine, in Florida, che invece ha la lanterna rossa, Ma le traversie del Faro di Capo Hatteras non erano finite, l’erosione del mare modifica costantemente quel tratto di costa.   Quando la costruzione fu ultimata nel 1870, il faro distava circa 500 metri dal mare, nel 1920 l’Oceano era arrivato a solo  90 metri dalla base della torre, e continuava ad avvicinarsi e nel 1931 le onde, durante una tempesta, arrivarono a lambirlo.   Per paura che la torre potesse essere abbattuta dalla furia del mare una nuova torre fu innalzata su una piccola collina boscosa a circa 2 chilometri a ovest di quella esistente.  Si trattava di una torre a traliccio alta 45 metri che fu completata nel 1936.   A quei tempi il servizio Fari in America  era appannaggio del U.S. Lighthouse Service che chiese  e ottenne di includere la vecchia torre e tutto il territorio circostante nel Parco Nazionale degli Outer Banks che sarebbe stato una dei più grandi parchi d’America in riva al mare.  Intanto venivano portati avanti lavori per proteggere il vecchio faro dal mare che avanzava e  furono innalzate dune di sabbia  per tutta la lunghezza della spiaggia di Capo Hatteras.   Ma l’Oceano è strano e capriccioso, dal 1920 cominciò a recedere e nel 1937  era di nuovo a quasi 200 metri dalla base della torre.   Nello stesso anno furono eseguito altri lavori di manutenzione e riparazione e fu istituito il Cape Hatteras National Seashore Recreation Area  (come a dire una Parco Nazionale) che non fu però ufficialmente aperto fino al 1953.

Nel 1939 il Lighthouse Service fu assorbito dalla Guardia Costiera Americana segnando l’inizio di una nuova era,  ma non in senso positivo per i Fari.    L’era dei Guardiani del Faro stava finendo, iniziava quella dei fari automatizzati, ma anche quella del declino dei fari, non più custoditi con amore dagli uomini e donne che li abitavano e si prendevano cura di loro.

Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale,  il Faro di Capo Hatteras fu oscurato e divenne un luogo di avvistamento per gli U-Boat Tedeschi,  ma fu anche tanto trascurato che alla fine delle guerra erano in molti  a darsi a vicenda la colpa delle sue condizioni.     Tuttavia alla fine il Park Service e la Guardia Costiera si misero d’accordo per una totale ristrutturazione del manufatto.   Con l’Oceano ormai di nuovo a distanza di sicurezza fu deciso di ripristinare il Faro di Capo Hatteras come aiuto alla navigazione al posto della nuova torre a traliccio.   I lavori furono completati nel 1950 e, tutto rimesso a nuovo e con una nuova ottica rotante, finalmente il faro iniziò il suo lavoro.

Nel tempo il faro di Capo Hatteras è rimasto lì, altero e immobile, con l’Oceano che si avvicinava e si allontanava dalla sua base.   Per evitare che l’erosione lo  minacciasse ancora furono spesi milioni di dollari in opere di contenimento, ma l’Oceano voleva la sua vittima.  Durante di anni ’80 del 1900 nacque l’idea di spostare il faro più lontano dal mare  e a questo proposito furono commissionati studi all’Accademia Nazionale delle Scienze che raccomandò caldamente questa soluzione.    Nel frattempo era nato un Comitato per questo proposito che spingeva affinché il Park Service, che gestiva tutta la zona in cui si trova il faro,  accettasse questa idea, cosa che avvenne nel 1989.

Durante gli anni ’90 fu tutto un discutere se questo rilocazione poteva procurare danni irreversibili al faro, furono fatti studi strutturali, interpellati i maggiori esperti d’America, ma gli oppositori erano tanti ed erano per una soluzione diversa, quella di incrementare i lavori per rallentare o addirittura fermare l’erosione, fu persino proposto di costruire un altro muro intorno al Faro, cosa che lo avrebbe trasformato in un’isola se l’Oceano lo avesse raggiunto.   Con tutto questo discutere erano passati anni e l’Oceano si trovava ora a meno di 40 metri dalla base e ormai bisognava far presto.   Gli esperti di ingegneria dell’Università del North Carolina confermarono che il Faro doveva essere traslocato e che era in perfette condizioni per sopportare questa operazione.   Finalmente nel 1998 arrivarono i fondi e furono iniziati i preparativi per questo complicato trasloco.   Non può esistere una ditta specializzata nel trasloco di un Faro, ma vennero scovati i migliori esperti nel trasloco di case, cosa abituale negli Stati Uniti, coadiuvati da architetti, ingegneri e tutto il personale necessario per assisterli.

Questa impresa che a molti sembrava impossibile si concluse il 14 Settembre 1999, appena prima che l’uragano Dennis spazzasse le coste del North Carolina  e fu conclusa con successo. Prima furono traslocate le case dei guardiani, seguite poi dal Faro, che, trasportato su delle rotaie appositamente costruite, fu ricollocato a circa 885 metri a Sud Ovest  dalla sua originale posizione.   Ora il Faro di Capo Hatteras dista dal mare circa 500 metri, come all’epoca della sua costruzione nel 1870.   La Lanterna è stata riaccesa il 13 Novembre 1999 e la torre riaperta al pubblico, con una grande cerimonia, il 26 Maggio del 2000.

 

Nella zona in cui si trovava prima il faro è stato realizzato un grande cerchio di sabbia circondato da pietre sulle quali sono stati scritti i nomi dai vari faristi che negli anni si sono avvicendati a Capo Hatteras.

 

UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |13 Giugno 2020 |0 Comments | Senza categoria, Una luce nel buio

Il faro sull’Isola di Alcatraz,

Baia di San Francisco, California, USA

di Annamaria “Lilla” Mariotti

L’isola di Alcatraz, famosa per il suo carcere di massima sicurezza costruito tra il 1909 e il 1912 e chiuso nel 1963 che aveva ospitato i più  famosi personaggi della malavita americana,  si trova a circa un chilometro e mezzo al largo di San Francisco in California. Si diceva che da quel carcere era impossibile evadere, anche se storie e leggende raccontano il contrario.  Il nome di Alcatraz, o isla de los alcatraces (pellicani in spagnolo) gli venne dato nel 1775 dall’esploratore spagnolo Juan de Ayala a quel tempo incaricato di sorvegliare quel tratto di mare.

 

Ma il suo monumento più importante è un imponente faro che domina l’isola, il secondo faro a essere realizzato in quella località, la costruzione del primo sul lato sud si era resa necessaria data la pericolosità di quel tratto di mare. A causa della corsa all’oro verso l’Ovest americano e dell’aumentato traffico marittimo tra il 1851 e il 1852 il Congresso realizzò la necessità di costruire dei fari lungo quel pericoloso tratto di costa, infatti ne furono costruiti sette, e quello di Alcatraz fu il primo a essere completato nel Luglio del 1853, facendone così la più antica segnalazione p

er la navigazione in quel tratto di mare. Le fonti non dicono di che materiale fosse fatto né quanto fosse alto, si sa solo che si dimostrò insufficiente e venne dismesso.  Quando fu costruito il carcere su Alcatraz fu chiaro che la nuova struttura avrebbe interferito con il vecchio faro,  fu così che nel 1909 venne deciso di costruirne un secondo alto 29 metri.  Questo nuovo faro non ha segreti, fu costruito in cemento dagli architetti Roberts, Bruce e Ray Jones più a sud del precedente. Intanto il vecchio faro era rimasto al suo posto e fu demolito solo dopo che aveva subito diversi danni durante il terribile terremoto di San Francisco del 1906.

 

Questo nuovo faro era stato dotato di una grande lanterna e automatizzato nel 1963 dalla Guardia Costiera, nello stesso anno in cui il penitenziario venne chiuso.  Il faro non è più funzionante e la sua lanterna e ora è in mostra nel Museo aperto in seguito sull’isola.

Nell’ordine originale per l’equipaggiamento del primo faro erano state richieste lampade Argan, formate da stoppini funzionanti a petrolio e corredati da riflettori che ne aumentavano la portata, dato che le lenti inventate da Augustine  Fresnel nel 1822 erano state considerate troppo costose per quei tempi e per quel faro.

 

Tuttavia il Lighthouse Board, l’Ente che gestiva i fari in USA, in seguito cambiò opinione e decise di installare le lenti di Fresnel in tutti i nuovi 

fari in considerazione del fatto che avrebbero fornito una migliore prestazione, nonostante il costo.  La ditta che doveva fornire la lanterna ricevette l’ordine ma la spedizione prese molto più tempo del previsto perché le lenti vennero spedite dalla Costa Est via mare affrontando un lungo viaggio di 19.000 chilometri passando dal Sud America e affrontando le insidie di Capo Horn. Finalmente il primo faro fu acceso il 1° Giugno del 1854 con delle lenti Fresnel di terzo ordine a fuoco fisso, che nel 1902 furono trasferite nel faro di Capo St. Elias in Alaska e rimpiazzate con lenti girevoli di quarto ordine che producevano un fascio di luce bianco ogni cinque secondi.

 

Ci furono altri avvenimenti, nel 1970 un incendio distrusse la casa del custode e quella del guardiano del faro, oltre ad altre costruzioni sull’isola che venne abbandonata.

 

Dal 2000 il faro è diventato un museo ed è aperto al pubblico.

 

 Lat. 37° 49′ 35.88″ N – Long. 122° 25′ 22.88″ W

 

 

 

 

 

Fari di Bretagna- dialogo con la scrittrice Susy Zappa

by Susy Zappa |7 Giugno 2020 |0 Comments | Senza categoria

…spesso si racconta che nei fari ci siano presenze misteriose, forse perché sono così isolati, forse perché durante la tempesta il sibilo del vento, avvolge la torre insinuandosi lungo le scale, forse per i numerosi naufragi che non hanno mai restituito i corpi esamini condannando le Anime a vagare inquiete in cerca di pace…

Finistère. Il faro-amer di Lanvaon entra in servizio nel 1868, nasce in aperta campagna nel comune di Plouguerneau a nord di Brest.

Unico in Europa per la sua geometria, il tetto triangolare dipinto di rosso è un punto di riferimento diurno per la navigazione. Lanvaon forma un allineamento con il faro dell’isola di Wrac’h, il faro dove ho trascorso un periodo in solitaria, e il faro dell’Ile Vierge per illuminare il canale di Aber Wrac’h.

L’interno dell’edificio è suddiviso in cinque piani. Elettrificato nel 1960, automatizzato nel 1991. Il faro è stato ristrutturato per essere aperto al pubblico.

Una miscela di salmastro e di nebbia ha accompagnato le guardiane del faro di Lanvaon attraverso il corso delle stagioni, accarezzate dai profumi della campagna. Questa e altre storie le potete leggere nel mio ultimo libro “La magia del faro”.

Buon vento a tutti #Susy Zappa

#ilmondodeifari #faridibretagna #lamagiadelfaro #raccontidimare

 

Fari di Bretagna – #1

by ilmondodeifari |26 Maggio 2020 |0 Comments | Senza categoria

Buona domenica a tutti, oggi iniziamo una piacevole navigazione letteraria nella storia dei Fari di Bretagna.
Perché i Fari bretoni?
Perché la Bretagna è la cornice perfetta: la pericolosità del mare, il vento che ti porta via anche l’Anima, le forti correnti, il caos roccioso invisibile all’occhio umano, le maree, ma sopratutto le meravigliose tempeste bretoni.
I fari sono suddivisi in tre categorie: paradiso, purgatorio, inferno.
Oggi iniziamo con un paradiso: il faro di Eckmuhl

Ringrazio per le foto i nostri soci Emanuele Carusi e Simona Livi che l’anno scorso è venuta con me a visitare alcune di queste leggendarie Sentinelle del mare.
Buona lettura
Il faro di Eckmühl si trova nel Finistère, il dipartimento bretone con la più alta concentrazione di fari causa la pericolosità del mare. Il faro si eleva 65 metri s.l.m. con una portata luminosa di 24 miglia. All’interno, la spettacolare scala a chiocciola è rivestita con opaline e conta 307 gradini: una curiosità, dal 2007 ogni anno in agosto si disputa il Campionato mondiale di ascesa al faro, corsa a piedi fino alla lanterna, il record nel 2019 è stato di 0,56 secondi.
Ma non solo: un Equipe di professionisti scalatori specializzati propone la discesa dal faro: nel 2018 un ottantina di temerari tra i 12 e 70 anni hanno partecipato a questa avventura adrenalinitica anche per me che guardavo e …che soffro di vertigini!
Ritornando alla storia, la costruzione iniziò nel 1893 e si concluse nel 1897, il faro fu classificato nella categoria Paradiso. Questa sentinella ottagonale di granito fu in gran parte finanziata dalla marchesa M.me Adélaide Louise d’Eckmühl in memoria del padre il glorioso maresciallo Davout stratega militare che aveva combattuto a fianco di Napoleone; grazie a questo finanziamento inaspettato, il progetto iniziale fu modificato in un’opera definita monumentale, arricchita internamente con elementi decorativi di pregio e molto costosi per l’epoca. La cupola è finemente ornata da teste di leone e foglie d’acanto, prima di raggiungere la lanterna, si attraversa la sala d’onore, dove una boiserie di mogano ospita la statua di bronzo omaggio al maresciallo Davout. Ancora oggi il faro è in ottimo stato conservativo.


Nel 1901 era il faro più potente al mondo insieme al faro di Creac’h sull’Île de Ouessant; Eckmühl fu il primo faro di Francia a utilizzare due ottiche Fresnel.
All’inizio il faro ospitava sei guardiani, alla fine il numero fu ridotto a due. Automatizzato nel 2007, dichiarato Monumento storico nel 2011. Questa sentinella del mare sorge accanto al vecchio faro datato 1835, entrambi sono visitabili.

Davanti ai due fari vedete il Semaforo datato 1862, la struttura militare, gestita dalla Marina nazionale, è accessibile nel periodo estivo, purtroppo le visite sono momentaneamente sospese causa degli attentati in Francia.
Il faro domina anche su Pointe de la Torche la leggendaria penisola naturale protesa verso il mare, dove le onde e il vento sono sempre impressionanti, luogo ideale per disputare il Campionato mondiale di surf.
In Bretagna alcuni fari sono visitabili anche in notturna, vi assicuro che essere sulla balaustra di Eckmühl a mezzanotte è leggendario; a proposito…la Bretagna è terra di leggende, attorno al faro di Eckmühlsi narra la storia di uno dei più famosi racconti del Medioevo: la leggenda di Tristano e Isotta, un amore travagliato che neppure Ankou-la Morte ha potuto separare, un racconto costellato di avventure cavalleresche, draghi, magia e guaritrici… dalla balaustra della lanterna la leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli Spiriti dei due amanti, mentre le alghe di Penmarc’h, gonfie di lacrime, si riversano nell’oceano…il seguito di questa storia e molte altre notizie anche di naufragi spettacolari li trovate nel mio libro “Fari di Bretagna. Storie di uomini e di mare”.
Bon vent à tous! Susy la bretonne

 

Natale a Portofino

by ilmondodeifari |12 Dicembre 2019 |0 Comments | Appuntamenti per soci, Senza categoria |

15 dicembre Natale a Portofino

Siamo arrivati a fine anno e tutti insieme brinderemo al nuovo libro sui fari del nostro Presidente.

Ritrovo a Portofino alle 9.45

Alle 10.00 partiamo per una breve passeggiata fino al Faro e visita al Castello BROWN (ingresso 5 euro)

12.30 pranzo in due ristoranti di Portofino a 30 euro

15.30 al teatrino del Comune di Portofino presentazione del libro di Lilla Mariotti i Fari del Mondo a seguire brindisi di auguri

 

IL FARO DI LIVORNO RIAPRE … ALLA MUSICA

by ilmondodeifari |15 Luglio 2019 |0 Comments | Appuntamenti per soci, Senza categoria

il 30 luglio alle 18

concerto al faro di livorno solo su invito per info 3357528541