Punta della maestra: un faro nella nebbia


racconti

Filomena e Antonio

Filomena e Antonio nella pilotina di servizio al faro

Il primo racconto ce l’ha narrato Filomena Lamastra moglie di Antonio Di Cristo nato a Palazzo San Gervasio (PZ) il 6 luglio del 1953. Da sottoufficiale della Marina Militare supera il concorso come farista nel 1981 e dopo il corso a La Spezia viene assegnato al faro di Punta della Maestra dove arriva nel gennaio del 1982 in una fredda e nebbiosa sera per sostituire il farista Donato Colaci.
Il faro è raggiungibile solo in barca e il titolare della Locanda di Pila, Boscolo Marino, traghettatore di anime su quella laguna desolata, gli dice che al buio e con quella nebbia lui non esce, consiglia quindi ad Antonio di passare la notte alla locanda, l’avrebbe accompagnato al faro l’indomani mattina. Antonio aveva accettato l’incarico senza sapere esattamente cosa l’aspettava…
Pila è un villaggio di pescatori, quattro anime ci sono solo un bar ed un bazar.

Un anno dopo Antonio si sposa con Filomena e dopo sette mesi lei resta incinta del primo figlio e torna a Venosa in Basilicata perché il luogo è troppo isolato e non ci sono medici o ospedali nelle vicinanze quindi si sente più sicura arrivare al parto al suo paese natìo.

Filomena ricorda che il loro appartamento al faro era al piano terra a sinistra dell’ingresso mentre a destra vi era la sala con il gruppo elettrogeno di emergenza tanto rumoroso quando era attivo che impediva di dormire. Al piano superiore c’erano gli appartamenti degli altri due faristi e delle loro famiglie. Rammenta la solitudine del luogo, gli inverni gelidi, la nebbia, il silenzio, il fruscio continuo delle canne mosse dal vento ed il rumore del mare. Sovente la notte non dorme, ha paura per il troppo isolamento e riesce a prendere sonno solo al mattino quando inizia a fare giorno. Una sera rientrando a casa la nebbia era così fitta che non si vedeva nulla, nemmeno la luce del faro, Antonio si affidava al radar della pilotina per orientarsi e procedeva piano piano ma si impigliarono nelle reti delle anguille; riuscirono a venirne fuori e poco dopo videro la luce del faro, fioca per la nebbia e seppero di essere sani e salvi a casa, ma che ansia per Filomena!

La pilotina era il loro mezzo di trasporto ed i loro spostamenti dipendevano dalle maree se bassa non potevano uscire bisognava aspettare l’alta marea.

Il comprensorio visto dall’alto del faro

L’isolotto sul quale sorge il faro si trova sotto il livello del mare e tre motopompe situate nel piazzale dovevano essere attivate per drenare l’acqua. Quando mancava la corrente le pompe si fermavano e si allagava tutto il comprensorio ed era un vero disastro!

Dopo tre anni di permanenza a Punta della Maestra nel 1985 Antonio viene trasferito a Palinuro e nell’86 sarà trasferito a Barletta dove resterà fino alla pensione nel 2019. A Punta della Maestra sarà sostituito da Calabrese Raffaele.

Si ringraziano Filomena e Antonio per la loro disponibilità

© Felicetta Santomauro – Vittorio Grandi