Una luce nel buio

UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |4 Luglio 2020 |0 Comments | Una luce nel buio

IL FARO DI BODIE ISLAND
NAGS HEAD, NORTH CAROLINA, USA

Testo e foto di Annamaria “Lilla” Mariotti

Lat. 35°57’ Nord – Long. 75°37’ Ovest

Lungo le coste del North Carolina, nel Sud degli Stati Uniti, si snoda una barriera  di sabbia di notevoli dimensioni, chiamata Outer Banks, o Banchi Esterni,  che parte dalla costa Sud della Virginia ed arriva fino al South Carolina, dividendo la bassa costa sabbiosa dall’Atlantico.  Questa barriera non è continua, una serie di aperture, o inlets, percorribili con dei ponti, permettono lo scambio tra le acque all’interno con quelle dell’Oceano, formando un mare interno molto pescoso e cosparso di piccole isole.

La necessità di costruire fari su questo tratto di costa si presentò molto presto e, data la conformazione del terreno, l’unica possibilità era quella di costruire delle alte torri il più vicino possibile al mare.   Nel 1803 era stato costruito in quella zona il primo faro di Capo Hatteras, ma non era sufficiente, dato che il più vicino faro verso  Nord era quello di Cape Henry a Viriginia Beach perciò, nel 1837 il Governo Federale inviò un ufficiale di Marina, Napoleon Coste, ad esaminare la zona per trovare il sito più adatto per la costruzione di un faro.   L’ufficiale identificò il posto un poco più a Nord di Capo Hatteras, a Bodie Island, considerandolo a una giusta distanza dal primo.   Come è già successo per molti altri fari, quello che noi possiamo vedere oggi a Bodie Island è in effetti il terzo costruito in quella zona.

Nel 1803 il Congresso degli Stati Uniti  stabilì quindi di erigere un faro nella località scelta, ma la realizzazione fu ritardata per la difficoltà di acquisire da privati i terreni necessari e solo nel 1847 il faro fu costruito. Il progetto era stato affidato a un ingegnere di provata capacità Francis Gibbons,  ma chi eseguì i lavori, un certo Thomas Blount, non tenne conto della qualità del terreno sabbioso e la torre, alta 16 metri, cominciò quasi subito a inclinarsi.  Nonostante diversi lavori di consolidamento, il faro dovette essere abbandonato nel 1859.   Nello stesso anno un altro faro fu costruito nelle vicinanze, usando tecniche più avanzate, e la torre alta 24 metri che montava nella lanterna lenti di Fresnel, si dimostrò subito molto più solida della prima.

Ma un’altra minaccia sovrastava questo nuovo manufatto, la Guerra Civile, che iniziò nel 1861.    I Confederati del Sud, temendo che gli Unionisti del Nord potessero trarre vantaggio dalla luce del faro per i loro spostamenti in mare, lo spensero e lo utilizzarono come torre di avvistamento. Tuttavia, nel 1861, i Nordisti occuparono gli Outer Banks e i Sudisti in ritirata distrussero il faro, per non consegnarlo al nemico.

Alla fine della Guerra Civile, nel 1865,  quella zona di mare rimase di nuovo al buio per diversi anni.  Il Lighthouse Board, l’ente preposto alla costruzione e alla manutenzione dei fari a quell’epoca,  era molto perplesso se costruire o meno un altro faro,  ma furono ricevute molte petizioni da parte di comandanti di navi che si trovavano a dover navigare in quelle acque pericolose,  così fu presa la decisione di costruirnre uno nuovo.   I lavori cominciarono solo nel 1871 e la nuova torre fu collocata un po’ più a Nord di quella precedente.   Il terreno necessario venne acquistato dal Governo per 150,00 dollari da un certo John Etheridge.  I lavori procedettero a rilento, utilizzando in parte alcuni materiali che venivano usati contemporaneamente per la costruzione del faro di Capo Hatteras, mentre i mattoni e le pietre furono acquistati a Baltimora ed il ferro necessario da una fonderia di New York.  Finalmente il 1° Ottobre 1872 la lanterna del terzo faro di Bodie Island, alto 47 metri con 216 scalini,  fu illuminata  con della magnifiche lenti di Fresnel che avevano una portata di 19 miglia.   Questo è il faro che possiamo ammirare ancora oggi.  La sua colorazione a bande bianche e nere serve, come per altri fari, a renderlo riconoscibile anche di giorno.   Questa è una particolarità che distingue tutti i fari, non ce ne sono due uguali e se c’è qualche somiglianza, essa è solo apparente, perché il disegno può essere simile a quello di un altro faro, ma mai uguale.

All’inizio alcune difficoltà rappresentate da stormi di uccelli che andavano a sbattere contro la lanterna e, soprattutto, dai fulmini durante le terribili tempeste in riva all’Oceano, furono superate con l’installazione, nel primo caso, di uno schermo protettivo per la lanterna e, nel secondo caso,  di un parafulmine.

Poco tempo dopo l’inaugurazione del faro fu terminata anche la costruzione dell’alloggio per il guardiano che entrò  presto in servizio.   A quell’epoca Bodie Island era un luogo molto isolato, non c’erano i ponti, come adesso, a collegare le varie isole, la scuola più vicina era sull’isola di Roanoke, raggiungibile solo in barca, e la famiglia del guardiano in carica si trovava a dover superare non poche difficoltà, finché non fu deciso che durante l’inverno la famiglia lasciasse l’isola per un posto più confortevole, per tornare poi durante l’estate.   Ma questo significava grande solitudine per il guardiano che doveva affrontare un lungo inverno da solo in quella landa desolata, come succedeva a molti altri suoi colleghi in altri fari.   Con il tempo e con la costruzione dei ponti la situazione migliorò, finché, nel 1932, il faro fu elettrificato e non ci fu più la necessità di un guardiano fisso sul posto.

Dal 1939   la Guardia Costiera Americana aveva assunto il controllo di tutti i fari sul territorio e questo era un  impegno molto oneroso, non solo in termini di denaro, perché molti fari americani sono costruiti su grandi lotti di terreno, che vanno curati e mantenuti.   Nel 1953 tutto il terreno che circonda il faro fu trasferito al National Park Service,  che già gestiva il territorio di Capo Hatteras, mentre il faro è rimasto alla Guardia Costiera fino al 13 Luglio 2000, quando anch’esso è stato ceduto al National Park Service.

l faro di Bodie Island fu classificato come “Aiuto alla navigazione” era funzionante, ma chiuso al pubblico.   La casa del guardiano, che è di legno a due piani,  è stata attrezzata come centro di accoglienza per i visitatori, ufficio del ranger del Parco e ospita anche un piccolo museo dove sono raccolte fotografie e testimonianze della lunga vita e delle traversie di questo faro.

Ma per questo gigante a righe, alto 47 metri, i guai non sono ancora finiti.  Mentre la casa del guardiano è stata restaurata già due volte, l’ultima delle quali risale al 1992, il faro versava in brutte condizioni.   La rivista americana “Lighthouse Digest”, interamente dedicata ai fari e alle loro storie, pubblica da anni una lista dei fari in pericolo di essere persi per sempre e  dai primi mesi del 2000 anche il faro di Bodie Island è apparso su questa lista.  Il faro è stato recentemente restaurato all’esterno, con una nuova mano di vernice, e a un primo sguardo risultava in buone condizioni, ma non era così.   La lanterna di ferro mostrava chiaramente i segni del tempo, la ruggine stava consumando la ringhiera esterna e le preziose lenti di Fresnel di prima classe rischiavano di crollare all’interno della struttura se non fossero stati effettuati consistenti lavori di riparazione al più presto.  Recentemente due grossi pezzi di ghisa sono caduti al suolo dal balcone che circonda la lanterna, obbligando i rangers del parco a chiudere al pubblico la zona circostante al faro.  Il National Park Service aveva un  piano di ristrutturazione per il 2007,  ma se veramente questo piano poteva essere messo in opera, nessuno lo sapeva. E’ un vero peccato che tante strutture antiche e con storie così affascinanti come quelle dei fari debbano andare in rovina, il progresso e la tecnologia avanzano e questi maestosi fari stanno per diventare solo un retaggio del passato.

Ma il miracolo è avvenuto, in questi ultimi anni il faro ha subito una ristrutturazione multimilionaria, dentro e fuori ed è ora aperto al pubblico che può godere dalla sua terrazza una delle più stupefacenti viste sull’oceano.

Io vorrei terminare questo articolo con un piccolo aneddoto, un fatto capitato a me durante la visita al faro nel 2014.  Ero con un gruppo di soci della US Lighthouse Society e appena arrivati un Ranger del parco ci ha accolti alla base della scala fornendo alcune notizie sul faro. Io avevo notato due cavi che dall’alto scendevano lungo la torre e entravano in una specie di pozzetto alla base, così ho chiesto al Ranger se si trattava dei due cavi che in passato venivano usati dai guardiani per far ruotare la lanterna. Il Ranger mi ha risposto che non lo sapeva e a quel punto abiamo iniziato la salita.  Una volta in  cima siamo arrivati alla cupola che era rigorosamenter chiusa, le lenti non erano visibitabili e quando tutti gli altri hanno cominciato a scendere, io mi sono attardata  per fare le ultime foto, quando mi sono sentita chiamare dal Ranger che mi ha chiesto se volevo vedere le lenti. Naturalmente ho acconsentito, lui ha tirato fuori una chiave ha aperto una porticina e io mi sono trovata davanti alle più belle lenti di Fresnel di prima classe che avessi mai visto.  Una volta fatte le fotografie e ringraziato ancora il Ranger sono scesa anch’io, chiedendomi come mai quel giovane Ranger avesse voluto privilegiare proprio me con quella visita.

 

UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |27 Giugno 2020 |0 Comments | Una luce nel buio

 I FARI DI OLD E NEW POINT LOMA

SAN DIEGO, CALIFORNIA – U.S.A.

di Annamaria “Lilla” Mariotti

 

Il faro chiamato Old Point Loma, è stato costruito nel 1854, uno dei primi otto fari della costa Ovest degli Stati Uniti, ma la sua luce è stata accesa per la prima volta solo il 15 Novembre 1855. Il ritardo era stato provocato dalla lunga attesa, più di un anno,  per  l’arrivo dalla Francia delle lenti di Fresnel di terzo ordine, il meglio che a quel tempo offrisse la tecnologia.

Il faro sembrava trovarsi in un’ottima posizione, su un’ltura a 128 metri sul livello del mare, la sua portata era di 25 miglia e da lassù la sua luce poteva  spaziare sull’Oceano Pacifico per un  lungo tratto.   Come modello per la costruzione erano stati presi i fari del New England, sulla costa orientale degli USA, che ricordavano le prime costruzioni erette dai coloni inglesi che riproponevano lo stile della natia Inghilterra.  I fari della costa Est venivano innalzati al di sopra di coste rocciose, cosa che si dimostrò quasi subito inadatta per la costa del Pacifico, dove  la sua luce era visibile solo in particolari condizioni atmosferiche  perché spesso nuvole basse e banchi di nebbia si addensavano sulle alture e ricoprivano il faro rendendolo inservibile. Restò comunque in servizio per 36 anni, fino al 23 Marzo 1891, quando fu disattivato per essere sostituito da un  nuovo faro dallo stesso nome  costruito  ai piedi della collina, vicino al mare.

Old Point Loma  è costituito da una casa bianca in arenaria, l’alloggio del guardiano, si cui svettava una torre conica alta 14 metri, in mattoni,  sormontata da una lanterna  di ferro verniciata in verde.   Naturalmente durante gli anni di abbandono, a partire dal 1891,  tutta la costruzione è andata in decadimento, ma nel 1913 ci fu una richiesta di poter costruire un monumento all’esploratore e navigatore Spagnolo Juan Rodriguez Cabrillo che il 28 Settembre 1542 era sbarcato nella Baia di San Diego, il primo europeo a mettere piede sulla costa Ovest degli Stati Uniti.

Da quel momento cominciò una nuova vita per il faro, venne istituito il Cabrillo National Monument, che nel 1933 passò sotto la giurisdizione del National Park Service e tutta la zona venne iscritta nel registro delle località storiche.

Il parco aveva il suo fulcro nel faro, che con il tempo è stato accuratamente restaurato, e riportato all’aspetto che aveva al tempo della sua costruzione,  erano anche stati recuperati molti dei mobili originali così é diventato un’attrazione turistica e un museo.   Nel 1984, la luce è stato riaccesa dal National Park Service per la prima volta dopo 93 anni, in occasione del 130 ° compleanno del sito. Più di 3.000 persone hanno partecipato alla celebrazione, tra cui più di 100 discendenti degli  ex guardiani del faro Robert e Maria Israele.

Adesso la lanterna viene accesa ogni sera, anche se la sua luce è notevolmente ridotta  per non confondere le navi in arrivo ed è aperta al pubblico una volta all’anno, il 15 Novembre, giorno del suo anniversario.    Solo durante la seconda mondiale il faro è stato chiuso : dipinto di verde  serviva come punto di segnalazione per le navi della Marina.

Nel frattempo, nel 1891, alla base della collina era stato costruito il nuovo faro che venne chiamato New Point Loma.   Questo non è un faro con molta storia, sembra costruito in fretta, più per la funzionalità che per l’estetica, si tratta infatti di una torre in cemento bianca, alta 21 metri,  circondata da un traliccio metallico, in  cima alla quale si trova un’alta lanterna dipinta di nero.  Questo è l’unico faro a traliccio esistente sulla costa occidentale degli Stati Uniti e questo tipo di farti, circondati da un traliccio, hanno in America uno strano nome “spider lighthouse” (faro del ragno raffigurando in quei tralicci la tela di un ragno) .   A fianco si trovano le case per il guardiano ed i suoi assistenti, due costruzioni vittoriane a due piani che oggi ospitano la Guardia Costiera e che una volta sono state usate come set per alcune scene del film “Top Gun”.  

Nella lanterna avrebbero dovuto essere installate delle lenti di Fresnel ordinate appositamente in Francia a Henri la Paute, che dovevano avere le stesse caratteristiche di quelle del vecchio faro, ma il costruttore era così fiero del suo lavoro che le presentò prima a una mostra a Parigi dove vinse una medaglia d’oro poi, in seguito, furono anche portate alla Fiera di Chicago, dove vinsero un altro premio. A causa di questi ritardi alla fine nel faro vennero installate altre lenti e fu acceso il 23 Marzo 1891, lo stesso giorno in cui veniva spento il vecchio  faro di Point Loma.

Il primo guardiano del faro fu Robert Israel che aveva già servito per vent’anni nel vecchio faro, ma che  lasciò il servizio dopo appena un anno e venne sostituito da George Brennan, che vi rimase per dieci anni. La lanterna è stata automatizzata  nel 1973. Nel febbraio 2013, la luce che era stato in uso dal 1999, è stato sostituita con un apparato LED che riduce i costi del faro, la sua manutenzione ed è più luminoso della luce precedente.

Recentemente il faro è anche stato restaurato e completamente riverniciato

Il faro è funzionante, ma non  è aperto al pubblico, si può visitare solo il terreno circostante da dove è facile avvistare le balene grigie che si avvicinano a quel tratto di  costa durante la loro migrazione invernale.

 

UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |20 Giugno 2020 |0 Comments | Senza categoria, Una luce nel buio

 FARO DI CAPO HATTERAS
NORTH CAROLINA, USA

COME SI PUO’ TRASLOCARE UN FARO

di Annamaria “Lilla” Mariotti

Il Faro di Capo Hatteras con i suoi 60 metri di altezza è il Faro più alto degli U.S.A.   Ha un segno distintivo molto particolare con una piattaforma di mattoni rossi e granito e una decorazione a spirale bianco e nera, con una grande lanterna anch’essa nera.   Io l’ho visitato due volte, la prima nel 1989 e la seconda nel 2014 nella sua nuova collocazione.

Si trova nel Sud Est degli Stati Uniti, a Buxton, nel North Carolina ed è situato sugli  Outer Banks, una barriera sabbiosa  che si snoda dalla Virginia al Sud Carolina, parallela alla costa.   Nel punto in cui il Faro è collocato la costa si estende come un cuneo nell’Oceano le cui correnti insieme ai  banchi di sabbia sono una vera minaccia per la navigazione.  Il tratto di mare antistante il Faro si è guadagno nel tempo l’inquietante nome di “Cimitero dell’Oceano” a causa delle centinaia di relitti che giacciono in fondo al mare.  Vi si trovano bastimenti a vela del 1800, navi mercantili e persino due U-Boat tedeschi affondati durante la  Seconda Guerra Mondiale.  Le due grandi correnti atlantiche, la calda  Corrente del Golfo, proveniente da Sud e la fredda corrente del Labrador, proveniente da Nord, si incontrano proprio in quel punto, causando pericolosi gorghi e movendo in continuazione gli insidiosi banchi di sabbia.   In particolare un pericoloso banco, conosciuto come Diamond Shoals, che si estende a 14 miglia dalla costa è stato il maggior responsabile di tutti i naufragi che si sono verificati.

La storia di questo faro inizia nel 1789 quando il Presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, autorizzò un certo Alexander Hamilton a studiare la possibilità di costruire un faro come aiuto alla navigazione.  La località adatta venne individuata proprio a Capo Hatteras, su una piccola collina, e, dopo vari ritardi, la costruzione della torre originale, affidata a Henry Dearbon, che in seguito divenne Segretario alla Difesa,  fu ultimata nel 1803 e il primo Guardiano del Faro, Adam Gaskin, venne nominato dallo stesso Presidente.    La torre era alta 27 metri e la lanterna circa 3 metri ed era illuminata da 18 lampade alimentate con olio di balena.  Fu subito chiaro però che questa lanterna non era abbastanza potente da essere vista da una distanza necessaria così, nel 1815, le 18 lampade a olio di balena furono sostituite con un sistema di lampade Argan brevettate da Winslow Lewis.  Benché fosse un grosso miglioramento si dimostrò ancora insufficiente per illuminare quel pericoloso tratto di mare, ma fu solo nel 1852 che furono stanziati i fondi necessari per grossi lavori di miglioramento.  La torre fu alzata fino a 45 metri, la lanterna venne dotata di lenti di Fresnel e furono  costruiti gli alloggi per i guardiani del faro.  Il lavoro fu terminato nel 1854.

Durante la Guerra Civile Americana, iniziata nel 1861, tutti i fari degli Outer Banks furono oscurati dai Confederati del Sud per evitare che potessero aiutare l’Unione del Nord nella navigazione costiera.  Tuttavia le truppe dell’Unione conquistarono ugualmente la zona cercando di rimettere in in funzione i fari, mentre le truppe del Sud cercavano di distruggerli, riuscendo in alcuni casi nel loro intento, ma per fortuna il Faro di Capo Hatteras si salvò.   Alla fine della Guerra Civile, nel 1865, il Faro mostrava i segni del tempo e fu anche deciso  che, a causa degli alti costi, una sua ristrutturazione era fuori discussione,  tanto valeva costruire un nuovo faro.   Nel Marzo del 1867 il Congresso degli Stati Uniti stanziò i fondi per la costruzione di una nuova torre che avrebbe dovuto essere innalzata secondo i migliori standard dell’epoca.     Il nuovo Faro fu costruito da Dexter Stetson in una nuova collocazione proprio sulla barriera di sabbia ed il lavoro, iniziato nel 1868,  fu completato nel 1870.    Il Faro era alto 60 metri ed è lo stesso che possiamo ammirare oggi.    All’inizio la torre fu dipinta con i colori di quella precedente,  la parte alta rosso mattone e la parte bassa, fino a sei metri di altezza,  grigia,  ma ben presto fu deciso di modificare queste tinte che non risultavano ben visibili durante il giorno e nel 1873 il faro venne  dipinto con la spirale bianca e nera che lo distingue, da non confondere con la  livrea simile del faro di St. Augustine, in Florida, che invece ha la lanterna rossa, Ma le traversie del Faro di Capo Hatteras non erano finite, l’erosione del mare modifica costantemente quel tratto di costa.   Quando la costruzione fu ultimata nel 1870, il faro distava circa 500 metri dal mare, nel 1920 l’Oceano era arrivato a solo  90 metri dalla base della torre, e continuava ad avvicinarsi e nel 1931 le onde, durante una tempesta, arrivarono a lambirlo.   Per paura che la torre potesse essere abbattuta dalla furia del mare una nuova torre fu innalzata su una piccola collina boscosa a circa 2 chilometri a ovest di quella esistente.  Si trattava di una torre a traliccio alta 45 metri che fu completata nel 1936.   A quei tempi il servizio Fari in America  era appannaggio del U.S. Lighthouse Service che chiese  e ottenne di includere la vecchia torre e tutto il territorio circostante nel Parco Nazionale degli Outer Banks che sarebbe stato una dei più grandi parchi d’America in riva al mare.  Intanto venivano portati avanti lavori per proteggere il vecchio faro dal mare che avanzava e  furono innalzate dune di sabbia  per tutta la lunghezza della spiaggia di Capo Hatteras.   Ma l’Oceano è strano e capriccioso, dal 1920 cominciò a recedere e nel 1937  era di nuovo a quasi 200 metri dalla base della torre.   Nello stesso anno furono eseguito altri lavori di manutenzione e riparazione e fu istituito il Cape Hatteras National Seashore Recreation Area  (come a dire una Parco Nazionale) che non fu però ufficialmente aperto fino al 1953.

Nel 1939 il Lighthouse Service fu assorbito dalla Guardia Costiera Americana segnando l’inizio di una nuova era,  ma non in senso positivo per i Fari.    L’era dei Guardiani del Faro stava finendo, iniziava quella dei fari automatizzati, ma anche quella del declino dei fari, non più custoditi con amore dagli uomini e donne che li abitavano e si prendevano cura di loro.

Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale,  il Faro di Capo Hatteras fu oscurato e divenne un luogo di avvistamento per gli U-Boat Tedeschi,  ma fu anche tanto trascurato che alla fine delle guerra erano in molti  a darsi a vicenda la colpa delle sue condizioni.     Tuttavia alla fine il Park Service e la Guardia Costiera si misero d’accordo per una totale ristrutturazione del manufatto.   Con l’Oceano ormai di nuovo a distanza di sicurezza fu deciso di ripristinare il Faro di Capo Hatteras come aiuto alla navigazione al posto della nuova torre a traliccio.   I lavori furono completati nel 1950 e, tutto rimesso a nuovo e con una nuova ottica rotante, finalmente il faro iniziò il suo lavoro.

Nel tempo il faro di Capo Hatteras è rimasto lì, altero e immobile, con l’Oceano che si avvicinava e si allontanava dalla sua base.   Per evitare che l’erosione lo  minacciasse ancora furono spesi milioni di dollari in opere di contenimento, ma l’Oceano voleva la sua vittima.  Durante di anni ’80 del 1900 nacque l’idea di spostare il faro più lontano dal mare  e a questo proposito furono commissionati studi all’Accademia Nazionale delle Scienze che raccomandò caldamente questa soluzione.    Nel frattempo era nato un Comitato per questo proposito che spingeva affinché il Park Service, che gestiva tutta la zona in cui si trova il faro,  accettasse questa idea, cosa che avvenne nel 1989.

Durante gli anni ’90 fu tutto un discutere se questo rilocazione poteva procurare danni irreversibili al faro, furono fatti studi strutturali, interpellati i maggiori esperti d’America, ma gli oppositori erano tanti ed erano per una soluzione diversa, quella di incrementare i lavori per rallentare o addirittura fermare l’erosione, fu persino proposto di costruire un altro muro intorno al Faro, cosa che lo avrebbe trasformato in un’isola se l’Oceano lo avesse raggiunto.   Con tutto questo discutere erano passati anni e l’Oceano si trovava ora a meno di 40 metri dalla base e ormai bisognava far presto.   Gli esperti di ingegneria dell’Università del North Carolina confermarono che il Faro doveva essere traslocato e che era in perfette condizioni per sopportare questa operazione.   Finalmente nel 1998 arrivarono i fondi e furono iniziati i preparativi per questo complicato trasloco.   Non può esistere una ditta specializzata nel trasloco di un Faro, ma vennero scovati i migliori esperti nel trasloco di case, cosa abituale negli Stati Uniti, coadiuvati da architetti, ingegneri e tutto il personale necessario per assisterli.

Questa impresa che a molti sembrava impossibile si concluse il 14 Settembre 1999, appena prima che l’uragano Dennis spazzasse le coste del North Carolina  e fu conclusa con successo. Prima furono traslocate le case dei guardiani, seguite poi dal Faro, che, trasportato su delle rotaie appositamente costruite, fu ricollocato a circa 885 metri a Sud Ovest  dalla sua originale posizione.   Ora il Faro di Capo Hatteras dista dal mare circa 500 metri, come all’epoca della sua costruzione nel 1870.   La Lanterna è stata riaccesa il 13 Novembre 1999 e la torre riaperta al pubblico, con una grande cerimonia, il 26 Maggio del 2000.

 

Nella zona in cui si trovava prima il faro è stato realizzato un grande cerchio di sabbia circondato da pietre sulle quali sono stati scritti i nomi dai vari faristi che negli anni si sono avvicendati a Capo Hatteras.

 

UNA LUCE NEL BUIO

by Lilla Mariotti |13 Giugno 2020 |0 Comments | Senza categoria, Una luce nel buio

Il faro sull’Isola di Alcatraz,

Baia di San Francisco, California, USA

di Annamaria “Lilla” Mariotti

L’isola di Alcatraz, famosa per il suo carcere di massima sicurezza costruito tra il 1909 e il 1912 e chiuso nel 1963 che aveva ospitato i più  famosi personaggi della malavita americana,  si trova a circa un chilometro e mezzo al largo di San Francisco in California. Si diceva che da quel carcere era impossibile evadere, anche se storie e leggende raccontano il contrario.  Il nome di Alcatraz, o isla de los alcatraces (pellicani in spagnolo) gli venne dato nel 1775 dall’esploratore spagnolo Juan de Ayala a quel tempo incaricato di sorvegliare quel tratto di mare.

 

Ma il suo monumento più importante è un imponente faro che domina l’isola, il secondo faro a essere realizzato in quella località, la costruzione del primo sul lato sud si era resa necessaria data la pericolosità di quel tratto di mare. A causa della corsa all’oro verso l’Ovest americano e dell’aumentato traffico marittimo tra il 1851 e il 1852 il Congresso realizzò la necessità di costruire dei fari lungo quel pericoloso tratto di costa, infatti ne furono costruiti sette, e quello di Alcatraz fu il primo a essere completato nel Luglio del 1853, facendone così la più antica segnalazione p

er la navigazione in quel tratto di mare. Le fonti non dicono di che materiale fosse fatto né quanto fosse alto, si sa solo che si dimostrò insufficiente e venne dismesso.  Quando fu costruito il carcere su Alcatraz fu chiaro che la nuova struttura avrebbe interferito con il vecchio faro,  fu così che nel 1909 venne deciso di costruirne un secondo alto 29 metri.  Questo nuovo faro non ha segreti, fu costruito in cemento dagli architetti Roberts, Bruce e Ray Jones più a sud del precedente. Intanto il vecchio faro era rimasto al suo posto e fu demolito solo dopo che aveva subito diversi danni durante il terribile terremoto di San Francisco del 1906.

 

Questo nuovo faro era stato dotato di una grande lanterna e automatizzato nel 1963 dalla Guardia Costiera, nello stesso anno in cui il penitenziario venne chiuso.  Il faro non è più funzionante e la sua lanterna e ora è in mostra nel Museo aperto in seguito sull’isola.

Nell’ordine originale per l’equipaggiamento del primo faro erano state richieste lampade Argan, formate da stoppini funzionanti a petrolio e corredati da riflettori che ne aumentavano la portata, dato che le lenti inventate da Augustine  Fresnel nel 1822 erano state considerate troppo costose per quei tempi e per quel faro.

 

Tuttavia il Lighthouse Board, l’Ente che gestiva i fari in USA, in seguito cambiò opinione e decise di installare le lenti di Fresnel in tutti i nuovi 

fari in considerazione del fatto che avrebbero fornito una migliore prestazione, nonostante il costo.  La ditta che doveva fornire la lanterna ricevette l’ordine ma la spedizione prese molto più tempo del previsto perché le lenti vennero spedite dalla Costa Est via mare affrontando un lungo viaggio di 19.000 chilometri passando dal Sud America e affrontando le insidie di Capo Horn. Finalmente il primo faro fu acceso il 1° Giugno del 1854 con delle lenti Fresnel di terzo ordine a fuoco fisso, che nel 1902 furono trasferite nel faro di Capo St. Elias in Alaska e rimpiazzate con lenti girevoli di quarto ordine che producevano un fascio di luce bianco ogni cinque secondi.

 

Ci furono altri avvenimenti, nel 1970 un incendio distrusse la casa del custode e quella del guardiano del faro, oltre ad altre costruzioni sull’isola che venne abbandonata.

 

Dal 2000 il faro è diventato un museo ed è aperto al pubblico.

 

 Lat. 37° 49′ 35.88″ N – Long. 122° 25′ 22.88″ W